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giovedì 31 marzo 2011

"Sex Blues"....mmhhaaa....ste donne chi le capisce è bravo...



RICERCA USA-AUSTRALIA
Tristezza post-sesso,
ne soffre una donna su tre
Un terzo delle donne patisce il «sex blues», mestizia alla fine del rapporto. Nessun legame con la prestazione


MILANO – Freud e altri studiosi e psicologi hanno provato a definirne le ragioni dell'inconscio nei loro scritti, ma le cause neuronali restano ancora sconosciute. È la tristezza post-rapporto, o la depressione post-coitum, anche se parlare di depressione è errato. La prova una donna su tre alla fine del rapporto sessuale: una sensazione di ansia, malinconia, tristezza, spesso accompagnata da un irresistibile desiderio di piangere. Che non ha nulla a che vedere con l'esito della prestazione, perché colpisce a prescindere dalla soddisfazione sessuale o dal raggiungimento dell'orgasmo.

CRISI DIFFUSA – Secondo i dati dei ricercatori dell'università australiana del Queensland e di quella dello Utah negli Stati Uniti, che hanno condotto lo studio su oltre 200 giovani donne, il 32,9 per cento del campione intervistato ha dichiarato di aver sofferto nella vita sessuale adulta di sex blues, una o più volte. La crisi si risolve spesso in pochi minuti, a differenza di tristezze più conosciute e studiate, come il baby blues, in arrivo dopo la nascita di un figlio dal perdurare più lungo. Si esprime solitamente a orgasmo avvenuto, attraverso la sensazione di ansia, irritabilità, malinconia, attacchi di pianto. Proprio nel momento in cui, dunque, il fisico femminile dovrebbe rilassarsi ed essere invaso da un diffuso benessere fisico e psichico.

PROSSIMI PASSI – Se il legame tra chi ha subito un trauma o una violenza sessuale e questo blues da dopo rapporto sono più semplici da spiegare, ancora non è chiaro però il perché questa sensazione colpisca indifferentemente anche donne equilibrate con una vita sessuale e sentimentale felice. La ricerca, pubblicata sul Journal of Sex Health, è solo al suo primo stadio. Il professore australiano Schweitzer che ha guidato lo studio è ora pronto per la seconda parte: indagare quanto il senso di sé delle donne che dichiarano di soffrire di blues post-rapporto incida sulla tristezza provata. Così come c'è un filone ancora da iniziare a scoprire, quello della predisposizione biologica a questa lieve depressione.

Tratto dal Corriere on line del 31 Marzo 2011
Eva Perasso

lunedì 28 marzo 2011

21esimo secolo: in Olanda ci sono già dentro....


Olanda: reso legale il sesso nei parchi, ma buttando una sigaretta per terra si rischiano 2 anni

La polizia olandese ha stilato un nuovo regolamento che ha incuriosito e creato scompiglio: spingersi sino al rapporto sessuale completo nei parchi pubblici non sarà più perseguibile dalla legge.

Sì è proprio così, a partire dalla fine dell’estate, dopo un’oretta di jogging al parco ci si potrà appartare per fare l’amore o semplicemente del petting.

Solo alcune regole da rispettare per non cadere in sanzioni salate: gli amanti (una coppia o più individui) potranno lasciarsi andare a effusioni erotiche solo dal tardo pomeriggio in poi, stare lontani dalle zone riservate ai bimbi, gettare i preservativi negli appositi contenitori.

Un nuovo regolamento che prevede anche multe salatissime per i padroni che non portano al guinzaglio il proprio cane, e , cosa ancora più eclatante, si rischiano fino a 2 anni di reclusione buttando a terra una cicca di sigaretta accesa.

Ad Amsterdam, in alcuni parchi il sesso libero è già permesso, ma l’invito è esteso a tutte le gradi città, da Rotterdam a Utrecht.

L’Olanda vuole spostare la prostituzione dai quartieri a luci rosse nei curatissimi parchi pubblici? O solo un segnale per ricordare che è e sarà il paese più tollerante del mondo?

Tratto da Facebook il 28 Marzo 2011.

domenica 27 marzo 2011

L'eterna "lotta" con la bilancia.....che qualche volta si VINCE e qualche volta si perde....



Cronaca (politicamente scorretta) di una taglia 62
Questa primavera non mi metto a dieta
Il «gran rifiuto» alla magrezza e l'umiliazione della vocina metallica all'ingresso della banca


Non è un segreto, semmai un rimedio. Vestirsi a strati, in inverno, consente di nascondere quelle eccedenze che un maglione blu, ad esempio, maschera benissimo. Il sistema è antico e consiste nell'applicare la vecchia regola che recita così: «lo scuro sfina». Chi combatte da sempre con qualche chilo di troppo, non indulge al chiaro: una giacca beige, sia pure d'estate, oltre a «fare cameriere», trasforma in una specie di cremino ambulante, con le gambe simili a uno stecco di legno sul quale poi esplode il gelato. Cioè la pancia.

La pancia. Spesso si ricorre alla sapienza orientale per consolarci dalle afflizioni alle quali ci costringe una società che ha scelto la strada della perfezione e condanna chi ha qualche difettuccio estetico a sentirsi parte del girone dei dannati, oltre che degli afflitti dai sensi di colpa. Ma uomini, coraggio. Perché mentre le donne sono più sensibili all'argomento linea e cedono con disperata facilità ai comandamenti dell'apparire, l'orgoglioso popolo maschile può vantare, come straordinario rimedio, l'antico adagio cinese sul quale si fonda la decisione di resistere alla tentazione di scolpire gli addominali per farli somigliare al guscio di una tartaruga: «Un uomo senza pancia - dicono i saggi con gli occhi a mandorla - è come un cielo senza stelle».

Capaci di vivere in pace con il cielo e con la cintura di gravità, con quei chili che ci tengono ben incollati ai piaceri terreni, ai sapori pericolosi, a quei cibi che fanno danzare le papille gustative e subito dopo schizzare in alto trigliceridi, glicemia e colesterolo. Anche noi uomini «siamo così», inclini alle tentazioni, quando si tratta del genere alimentare.
E allora, alla primavera che avanza e a chi prepara la dieta punti, a zona, dei colori o del minestrone o di quello che vi pare, opporremo un gran rifiuto masticando gnocchi e fritti. Certo, tutto questo ha delle conseguenze. Come quelle capitate a chi scrive, per un attimo prigioniero di pensieri malvagi, oltre che della porta blindata di una banca.

Le avevano sistemate da poco, queste mascelle in acciaio e cristallo antiproiettile che ti inghiottono con un rumore che sa di prigionia e poi decidono se e come restituirti alla libertà. Porte scorrevoli, a semicerchio, ormai familiari, alle quali ci si consegna senza timori. Pulsante verde e si entra. La porta scivola, dà il benvenuto, scorre: e blocca di nuovo ogni via di fuga. Scricchiolii sinistri, come un avviso di guai. Rumori strani, vibrazioni e poi parte la vocetta da astronauta, declinata al femminile ma con accento metallico. «Attenzione - dice - si prega di entrare uno alla volta». Ero solo, naturalmente. Non è l'umiliazione di sentirsi pesare per due - in fondo 110 chili per una corporatura robusta da ex nuotatore non sono nemmeno troppi - è che si rischia di esser considerati come un fuori misura, un animale extralarge con taglia fortissima, una di quelle attrazioni «venghino, signori, venghino che c'è l'uomo cannone». In un mondo che tende alle forme da grissino, chi è lievitato più della media è subito visto come un bisonte. Condannato dagli sguardi e dai pensieri di vita breve, di chi immagina il futuro senza dopodomani dell'obeso: morirà giovane, stroncato da un ictus o da un infarto. Aritiè. Certo, cambiare si può. Tra poco esploderanno sulle pagine dei magazine e anche dei quotidiani tutti i rimedi ipocalorici, le storie personali di successi incredibili: «Così ho demolito la mia pancia: puoi farlo anche tu». Ma c'è chi da sempre si schiera con il Gran Rifiuto. Dietro un piatto di spaghetti c'è una scelta di vita, c'è la voglia di affrontare ogni giorno con un sorriso piuttosto che con un sospiro. Anche per questo la dieta è l'inizio di una malattia, porta alla perdita del peso ma pure del buon umore, conduce a una tristezza infinita, scatena facili accessi d'ira, suscettibilità. Non si ride più, si ghigna. Perché il buon cibo è come l'ossigeno, per chi ama mangiare. E la dieta è l'altitudine, dove non si riesce a respirare.

Non siamo sempre compresi. Abbiamo schiere di detrattori che ci criticano: «Ma non ti vergogni? Un po' di amor proprio, con quella pancia? E poi l'estate, sempre sudato...». Abbiamo mogli perfide e maligne capaci di dire in pubblico: «L'ho sposato 30 chili fa». Abbiamo sarti carissimi ai quali i soldi non bastano, vorrebbero anche una soddisfazione professionale: «Dotto', comunque sembra un sacco, ma perché non se prende bell'e fatta una taglia 62? Spende la metà e je sta uguale». Abbiamo l'ironia stupida degli animatori dei villaggi vacanza in giro per il mondo: «Vuole il kajak? Se riesce ad entrarci...». Ma sai che c'è? Un bel motoscafo si trova sempre. E c'è pure il pozzetto di poppa, col tendalino per fare merenda al fresco.


Tratto dal Corriere della sera on line
Corrado Ruggeri
26 marzo 2011

domenica 20 marzo 2011

Le "nuove" frontiere del Business.......



Buffet, sesso, camerette e pianobar
Roccastrada, nasce Piccolo Mondo Nuovo: un circolo per il piacere


ROCCASTRADA.( Grosseto)

«L'avventura ha inizio. Il Piccolo Mondo Nuovo diventa realtà. Gioia, desiderio, eleganza, natura. Una nuova dimensione del piacere». Così, su internet, Massimo Roghi, l'imprenditore di Roccastrada che ha ideato e realizzato un'oasi per scambisti alle porte del paese, ha annunciato la data dell'inaugurazione del suo resort dell'amore libero, il primo vero private club della Maremma. Si parte sabato 16 aprile, alle 18. E sono invitati al taglio del nastro, tra gli altri, i rappresentanti delle istituzioni.

C'è un elaborato programma della serata di apertura. La psicologa Chiara Camerani, esperta in sessuologia e storia dei costumi sessuali, parlerà agli ospiti sul tema del feticismo. Poi la visita agli ambienti e - a seguire - l' aperitivo tematico e la cena a buffet che propone in menu dei piatti tipici toscani. A mezzanotte è annunciato uno show della shock model Dea, famosa per i nudi d'arte. Per chi non fosse invitato c'è ovviamente da pagare dazio. Prima di tutto bisogna stipulare la tessera di socio del club (costo 30 euro). Poi - se non ci fosse una signora ad accompagnare l'uomo - c'è il cosiddetto contributo per la serata, 100 euro comprensivi di bar, discoteca, buffet, privé.

Il pernottamento (la prenotazione è obbligatoria) prevede due opzioni: stanza doppia con angolo cottura (85 euro), stanza doppia senza angolo cottura (70 euro) e singola (50). Affiliato alla Federsex, il Piccolo Mondo Nuovo entrerà nel vivo a partire da maggio con cinque serate a settimana. Il mercoledì buffet dalle 18 e pianobar, «una serata aperta a tutti - sono parole di Massimo Roghi - il locale funzionerà come un qualsiasi lounge bar dove conoscersi e incontrarsi». Stessa formula il giovedì, riservato però ad un pubblico di orientamento bisessuale. Notti piccanti invece nei weekend. Dal venerdì alla domenica le porte saranno aperte alle coppie che vorranno scambiare i loro partner. La formula resta la stessa, con musica da ascolto, bar, opportunità di divertirsi e giocare nelle "stanze a tema" oppure - si legge sempre nel sito web - ai tavoli verdi. La selezione all'ingresso sarà rigidissima. Sobrietà, abiti eleganti e soprattutto nessuna pressione su chi non ci sta. «Deve esserci assoluta libertà - conferma Roghi - quindi avremo una vigilanza abbastanza serrata ma non invadente. Niente prostituzione, né droga. I controlli saranno scrupolosi». Importante anche la "differenziazione" delle stanze. C'è quella tappezzata da specchi, dove si potranno trovare i sex-toys e quella della cosiddetta palestra sessuale, con attrezzi e panche per "sperimentare".

Tratto dal Tirreno on line del 19 Marzo 2011.

sabato 19 marzo 2011

Ciao ENZO.........



Aveva 82 anni
È morto l'attore Enzo Cannavale
È stato tra i protagonisti del film premio Oscar di Tornatore «Nuovo Cinema Paradiso»


MILANO - È morto, all'età di 82 anni (83 li avrebbe compiuti il 5 aprile) a Napoli, l'attore Enzo Cannavale. Nato a Castellammare di Stabia, recita in teatro, anche con Eduardo De Filippo, e partecipa a tantissimi film.

LA CARRIERA - Esponente del teatro napoletano, attore dalla verve ironica e comica, abile caratterista, calca i palcoscenici assieme ad Eduardo De Filippo e Aldo Giuffrè: Fortunato...!, Miseria e nobiltà e La festa di Montevergine, sono solo alcuni titoli di commedie di successo in cui ha recitato. Recita con Troisi, De Crescenzo, Salemme ma anche con Nanny Loy, Marco Ferreri e la Wertmuller. Numerosissimi sono i suoi ruoli al cinema, soprattutto nel cinema di genere anni settanta e anni ottanta, facendo spesso coppia con Bombolo. A coronamento della lunga carriera artistica, nel 1988 gli viene stato assegnato il prestigioso Nastro d'Argento al migliore attore non protagonista per l'interpretazione in 32 dicembre di Luciano De Crescenzo. Sempre nello stesso anno recita in Nuovo cinema Paradiso, il film di Giuseppe Tornatore vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 1989 e dell'Oscar per il miglior film straniero.

I FILM - Francesco Emilio Borrelli, commissario regionale dei Verdi ed amico della famiglia dopo la notizia della morte: «Con lui se ne va un altro pezzo della Napoli migliore - ha dichiarato in una nota - e più bella. «Ci ha fatto divertire facendo da spalla in tanti film comici e divertenti degli anni '70 e '80. È stato un grande attore di teatro lavorando con Eduardo De Filippo e Aldo Giuffrè. Chiediamo ai napoletani di ricordarlo con affetto e alle istiuzioni locali e nazionali di onorarlo pubblicamente. Enzo avrebbe compiuto 83 anni ad aprile - conclude Borrelli - e lascia un vuoto incolmabile in tutti noi che ci stringiamo alla sua straordinaria famiglia».

Tratto dal Corriere on line
18 marzo 2011

lunedì 7 marzo 2011

ITALIAN'S...........



MESSICO
Italiani blindati nello Yucatan
aspettando l'apocalisse
Trentotto famiglie hanno aderito all'associazione «Quinta Essencia» e vivono in ville fortificate a Xul.


CITTÀ DEL MESSICO - Vivono blindati in una fortezza in un'antica località Maya dello Yucatan in attesa dell'apocalisse, a loro giudizio imminente. Sono 38 famiglie italiane che hanno aderito all'associazione quasi esoterica «Quinta Essencia», hanno preso la nazionalità messicana, si sono sistemate a Xul e vivono così: rinchiusi nel «rifugio delle aquile», un gruppo di ville fortificate, con porte e finestre a prova di esplosivo, rifugi e tunnel sotterranei, in attesa della fine del mondo.

38 NUCLEI FAMILIARI - Dall'associazione nulla trapela sul loro stile di vita, né sui loro obiettivi, si sa solo che la «Quinta Essencia» punta a «preservare l'equilibrio ecologico». Le poche notizie sulla «colonia dell'apocalisse trapelano sulla stampa locale attraverso gli abitanti del luogo, un migliaio in tutto, che hanno prestato la mano d'opera alla costruzione della «cittadella blindata» . Quel che si sa è che si tratta di 38 nuclei familiari, che hanno eretto altrettante ville, dotate di fortificazioni, porte e finestre a prova di esplosivi, rifugi sotterranei e collegate tra loro da una rete di tunnel. Il complesso forma una specie di fortezza chiamata, come quelle degli antichi Maya, «La de los Aguilas», appunto, un rifugio delle aquile, per resistere all'apocalisse imminente. (Fonte Ansa)

07 marzo 2011

Tratto dal Corriere della sera on line del 07 Marzo 2011.

lunedì 28 febbraio 2011

Necessita' Vs Avidita'....meditate gente...meditate....


Necessità vs. avidità


NEW YORK – Una delle frasi più note del grande leader morale dell’India, Mohandas Gandhi, suona così: «La Terra produce abbastanza per soddisfare i bisogni di ognuno, ma non per soddisfare l’avidità di tutti». È un’affermazione che oggigiorno non potrebbe essere più attuale.

Il mondo sta sfruttando le proprie risorse senza limiti. E i risultati sono ogni giorno davanti agli occhi di tutti: alluvioni catastrofiche, periodi di siccità e tempeste, nonché la conseguente impennata dei prezzi sul mercato. Il nostro destino ora dipende solo da noi, dobbiamo decidere se collaborare o rimanere vittime dell’effetto boomerang della nostra avidità.

I limiti dell’economia globale sono nuovi e derivano dalle straordinarie dimensioni della popolazione mondiale e dalla sorprendente diversificazione di crescita economica registrata in quasi tutto il mondo. Ora vivono sulla Terra sette miliardi di persone, rispetto ad appena tre miliardi circa mezzo secolo fa. Oggi, il reddito medio pro capite è 10.000 dollari, con una media di circa 40.000 dollari per il mondo ricco e di circa 4.000 dollari per il mondo in via di sviluppo. Ciò significa che l’economia mondiale ora produce all’incirca 70mila miliardi di dollari all’anno, rispetto ai 10mila miliardi di dollari del 1960.

L’economia cinese sta crescendo a una velocità del 10% annuo, e l’India non è da meno. L’Africa, da sempre nota come la regione più arretrata del mondo, sta registrando una crescita media annua del Pil intorno al 5%. Nel complesso, i paesi in via di sviluppo stanno crescendo a un tasso del 7% annuo, mentre le economie sviluppate a un tasso del 2%, raggiungendo così una media globale del 4,5%.

Questa è una buona notizia sotto molti aspetti. La rapida crescita economica dei paesi in via di sviluppo contribuisce ad alleviare la povertà. In Cina, ad esempio, la povertà estrema si è ridotta passando da oltre la metà della popolazione 30 anni fa a circa il 10% di oggi.

Tuttavia, dobbiamo comprendere bene anche un altro aspetto della storia sulla crescita globale. Con un tasso di crescita pari al 4-5% annuo, l’economia mondiale raddoppierà le proprie dimensioni in meno di 20 anni. Gli attuali 70mila miliardi di dollari diventeranno 140mila miliardi prima del 2030, e 280mila miliardi prima del 2050, calcolati in base al tasso di crescita odierno.

Il nostro pianeta non riuscirà a sostenere fisicamente questa crescita economica esponenziale se lasceremo che l’avidità la faccia da padrona. Il peso dell’economia mondiale sta già distruggendo la natura, esaurendo rapidamente le scorte energetiche di carburanti fossili che la natura ha creato in milioni di anni, mentre i conseguenti cambiamenti climatici hanno provocato una forte instabilità in termini di precipitazioni piovose, temperature e violente tempeste.

Sono queste le pressioni a cui assistiamo ogni giorno sul mercato. Il prezzo del petrolio ha raggiunto il livello record di oltre 100 dollari a barile, mentre Cina, India e altri paesi importatori di petrolio si uniscono agli Stati Uniti nella corsa tesa al rastrellamento di scorte, acquistandole soprattutto dal Medio Oriente. Anche i prezzi dei prodotti alimentari sono ai loro massimi storici, incrementando la povertà e scatenando rivolte.

Da un lato, ci sono più bocche da sfamare, che in media contano su un maggiore potere di acquisto. Dall’altro, le ondate di caldo, i periodi di siccità, le inondazioni e altri disastri naturali indotti dai cambiamenti climatici stanno distruggendo le coltivazioni e riducendo le scorte di cereali nei mercati mondiali. Dopo la siccità che ha colpito negli ultimi mesi Russia e Ucraina e le violente alluvioni in Brasile e in Australia, ora la siccità minaccia il raccolto di cereali nella Cina settentrionale.

Ma c’è anche qualcosa che si nasconde e che è molto pericoloso. Nelle zone più popolose del mondo, incluse le regioni produttrici di cereali dell’India settentrionale, della Cina settentrionale e del Midwest americano, i coltivatori stanno sfruttando le acque freatiche per irrigare i terreni. Le grandi falde acquifere che forniscono acqua per l’irrigazione si stanno esaurendo. In alcune zone dell’India, il livello freatico è diminuito di parecchi metri negli ultimi anni. Alcuni pozzi profondi stanno raggiungendo il punto di esaurimento, con la salinità destinata a crescere dal momento che l’acqua oceanica si sta infiltrando nella falda acquifera.

A questo punto, una catastrofe sarà inevitabile, a meno che non cambieremo atteggiamento. Ed ecco le parole di Gandhi. Se le nostre società saranno guidate dal principio dell’avidità, con i ricchi che faranno di tutto per diventare ancora più ricchi, la crescente crisi delle risorse porterà a un divario sempre più ampio tra ricchi e poveri – e probabilmente a una lotta sempre più violenta per la sopravvivenza.

I ricchi cercheranno di utilizzare il proprio potere per impossessarsi sempre più di terra, acqua ed energia, e molti useranno anche mezzi violenti per farlo, qualora necessario. Gli Stati Uniti hanno già seguito una strategia di militarizzazione in Medio Oriente nell’ingenua speranza che un tale approccio potesse garantire la sicurezza delle fonti di approvvigionamento energetico. Ora la competizione per tali scorte si sta intensificando, dal momento che Cina, India e altri paesi competono per le stesse risorse (in esaurimento).

Anche l’Africa è scenario di una presa di potere analoga. I prezzi dei prodotti alimentari alle stelle stanno innescando una corsa alla terra africana, dal momento che i potenti politici vendono agli investitori esteri ampi terreni agricoli, ignorando i tradizionali diritti terrieri dei piccoli e poveri proprietari terreni. Gli investitori esteri sperano di utilizzare ampie aziende agricole meccanizzate per una produzione finalizzata all’export, lasciando poco o nulla alle popolazioni locali.
Ovunque nei paesi leader – inclusi Usa, Regno Unito, Cina e India – i ricchi godono di redditi elevati e di un crescente potere politico. L’economia americana è trainata dai miliardari, dal settore petrolifero e da altri settori chiave. Gli stessi trend minacciano le economie emergenti, dove ricchezza e corruzione sono in aumento.

Se a prevalere sarà l’avidità, il motore della crescita economica darà fondo alle nostre risorse, abbandonerà al proprio destino i poveri e ci spingerà in una profonda crisi economica, politica e sociale. L’alternativa è la strada della cooperazione politica e sociale, sia all’interno dei singoli paesi che a livello internazionale. Ci saranno risorse e prosperità a sufficienza per tutti se le economie passeranno alle fonti di energia rinnovabile, a pratiche agricole sostenibili e a una ragionevole tassazione delle classi agiate. Questa è la strada che conduce a una condivisione della prosperità, perseguibile con un incremento delle tecnologie, con la correttezza politica e la consapevolezza morale.

di Jeffrey D. Sachs

Jeffrey D. Sachs è professore di economia e direttore dell’Earth Institute presso la Columbia University. È anche consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo del millennio.

Copyright: Project Syndicate, 2011.www.project-syndicate.orgTraduzione di Simona Polverino

Tratto dal ilsole24ore on line del 28 febbraio 2011.